Ognissanti a Varsavia

Chi viene Varsavia a Ognissanti deve essere preparato a fare la vista del tutto insolita. Perché? Per via delle celebrazioni del giorno di Tutti i Santi (1.11) e della Commemorazione dei defunti (2.11) e la tradizione ancora viva e seguita in Polonia di visitare i cimiteri. Volete il mio consiglio che cosa fare a Varsavia il 1-2 novembre?

Andate a Powązki, che e’ la zona cimiteri creata nel 800. Non scherzo! Anche perché ad Ognissanti quasi tutti i musei sono chiusi  e lo stesso vale per i ristoranti, centri commerciali ecc. In somma, tutti vanno ai cimiteri! Andate pure voi! Vale la pena specialmente la sera, perché i cimiteri saranno aperti fino a lungo. In questi giorni si mettono i lumini e le corone anche sulle tombe dei sconosciuti quindi la sera ai cimiteri diventa tutto illuminato.

Tutto comincia molto prima perché i polacchi preparano le tombe dei propri familiari andando in giro da un cimitero all’altro già alla fine di ottobre. Si vistano anche i paesi più distanti con le tombe dei bisnonni. Si fanno pulizie, si mettono lumini, fiori freschi e le corone. Quindi bisogna prepararsi per il traffico e le code nei pressi dei cimiteri anche in campagna e per i problemi a trovare i biglietti per treni o aerei sui voli interni.

A Varsavia, il giorno di Ognissanti stesso (+/- 2, 3 giorni che seguono) non e’ possibile venire con le macchine nei pressi dei cimiteri più grandi per via dei grandi parcheggi organizzati dal comune nelle zone strategiche. Ci sono anche gli autobus e i tram speciali per chi deve attraversare la città andando ai cimiteri – gli itinerari sono preparati specialmente basta seguire i nomi dei cimiteri).

Dove andare? I più belli cimiteri di Varsavia si trovano nella zona chiamata Powązki che rimane divisa tra gli odierni quartieri: Wola, Żoliborz e Bomowo. Quindi dovete trovarvi nel centro nord-ovest, vicino al centro commerciale Arkadia e Klif (tra l’altro i negozi saranno chiusi ad Ognissanti). Il primo in assoluto da vistare (e non solo per i turisti ma per tutti a Varsavia) sara il cimitero Powązki vecchio (in polacco: Stare Powązki). Si tratta del luogo di sepoltura cristiano – cattolico allestito nel 1790 dove ci sono le tombe dei intellettuali, poeti, musicisti, politici… in somma la lezione 200 anni della cultura polacca in breve. Vale la pena entrare dalla porta nr 2 (quella di S. Onorata) in via Powazkowska dietro la chiesa di San Carlo Borromeo (Domenico Merlini nato a Castello Valsolda nel 1730, che era l’archetto della chiesa e uno degli autori delle residenze nel Parco Łazienki fu uno dei primi ad essere sepolto a Powazki nel 1797) per trovare la tomba dei genitori di Federico Chopin o cosi detta Aleja Zasłużonych (“corso dei notabili”) stabilita nel 1925.

Un altro cimitero interessante nella zona Powązki e’ quello ebraico (entrata in via Okopowa, in polacco: Cmentarz Żydowski, ul Okopowa – attenzione ce ne sono due a Varsavia ma qui parlo del cimitero in via Okopowa, l’altro si trova nel quartiere Praga). La tradizione di commemorare i defunti e’ talmente diffusa che la gente (gentili, non ebrei, tutti) visitano anche il cimitero ebraico mentre la comunità ebraica di Varsavia organizza le passeggiate guidate (oggi cioè 1.11.2018 alle 10 e alle 11). Più info sul cimitero ebraico trovi nel mio post su Varsavia ebraica.

Io personalmente ci vado al cimitero Powązki nuovo o militare (in polacco: Powązki Wojskowe) dove si trova la tomba del mio nonno. E’ un cimitero fondato all’inizio del 900 e quindi chiamato il nuovo perché gli altri cimiteri di Powązki sono sette- e ottocenteschi. Sin dal inizio era legato alle tradizioni militari – e cosi visionandolo troverete le tombe dei partigiani delle insurrezioni ottocentesche e del 1944, militari caduti nel 1920 (durante la guerra contro l’Unione sovietica) e quelli uccisi durante la seconda guerra mondiale; in fine, anche i militari morti durante i periodi di pace come mio nonno Władysław, veterano della seconda guerra mondiale morto nel 2011. Tra i sepolti c’erano anche certi politici o intellettuali del periodo comunista come Bolesław Bierut (il Presidente della Polonia comunista degli anni 40 e 50) o Władyslaw Broniewski (il poeta comunista che dato nome della torta al Palazzo di Cultura: beh, la citazione esatta: incubo di un pasticcere completamente ubriaco)  e… la tomba di Władysław Szpilman (il famoso pianista di Varsavia).

Ce ne di più, perché nella zona Powązki troverete ancora due cimiteri dei protestanti  (luterano e calvinista). Per esempio nel piccolo cimitero luterano (in polacco: Cmentarz Ewaneglico – Augsburski in via Młynarska) stabilito nel 1792 troverete la tomba della famiglia Wedel – i cioccolatieri di Varsavia e quella di Samuel Bogumił Linde, l’autore del primo dizionario polacco-polacco e uno dei professori del giovane Chopin. Mentre ugualmente vecchio e piccolo cimitero calvinista (in polacco: Cmentarz Ewangelicko Reformowany in via Żytnia) era noto a Varsavia come il luogo di sepoltura accogliente per tutti quelli che per motivi religiosi non potevano trovare un posto sugli altri cimiteri di Varsavia. Oggi abbiamo i cimiteri gestiti dal comune ma prima bisognava essere membri di qualche chiesa o congregazione. Allora a Varsavia multiculturale come era fino alla seconda guerra mondiale dovevano esistere anche i cimiteri musulmani o ortodossi. In fatti in Młynarska 60 (angolo Tatarska) e in via Tatarska (sempre nella zona Powązki) si trovano due cimiteri musulmani ma sono difficilmente accessibili per le visite.

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